Presentazione

Nel difficile momento storico che stiamo vivendo, l’ANPE Lazio propone l’attuazione gratuita del progetto “NonUnoDiMeno” con la finalità di rispondere alla crescente richiesta educativa del cittadino del domani.

Nell’ottica di realizzare per le istituzioni scolastiche delle significative proposte formative, l’ANPE Lazio vuole implementare sia la figura del Pedagogista all’interno delle scuole sia la diffusione della Pedagogia quale approccio valido per la trattazione delle molteplici problematiche sociali.

Con tale progetto si vuole lanciare la sfida della prevenzione del disagio giovanile. [APPROFONDISCI]


Scheda progetto “NonUnoDiMeno”

Anno scolastico 2020- 2021

PROPOSTA FORMATIVA


Presentazione del soggetto proponente

L’ANPE (Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani) nasce nel 1990 ed ha da sempre certificato la professionalità del Pedagogista nonché promosso la cultura pedagogica. In questi anni l’associazione ha operato con un approccio più concreto e aderente alla realtà sociale, al fine di costruire e definire l’identità professionale della figura del Pedagogista quale professionista che tutela un interesse pubblico: quello del diritto all’educazione ed alla formazione sancito dalla nostra Costituzione. L’ANPE ha un’organizzazione suddivisa in sedi regionali con Direttivi propri in grado di agire capillarmente sul territorio italiano. Il Direttivo ANPE Lazio persegue l’interesse della diffusione della figura del Pedagogista promuovendo forme di collaborazione con le istituzioni e le associazioni presenti all’interno della Regione Lazio.

Finalità e obiettivi del progetto formativo

Nel difficile momento storico che stiamo vivendo, l’ANPE Lazio propone l’attuazione gratuita del progetto “NonUnoDiMeno” con la finalità di rispondere alla crescente richiesta educativa del cittadino del domani.

Nell’ottica di realizzare per le istituzioni scolastiche delle significative proposte formative, l’ANPE Lazio vuole implementare sia la figura del Pedagogista all’interno delle scuole sia la diffusione della Pedagogia quale approccio valido per la trattazione delle molteplici problematiche sociali.

Con tale progetto si vuole lanciare la sfida della prevenzione del disagio giovanile che può essere affrontato attraverso degli interventi pedagogici che si trasmettono per…contagio. Infatti, anziché pensare ad attività per fare prevenzione al disagio giovanile in senso lato tramite incontri, dibattiti ed assemblee, si vuole proporre alla scuola di essere nella prevenzione. Questo nuovo atteggiamento significa cambiare il punto di vista con cui si affronterà il disagio per costruire gradualmente, insieme ai genitori e costantemente nel tempo, quei valori in grado di accompagnare i ragazzi verso l’adultità facendoli diventare forti delle necessarie competenze così da non esser sedotti dalle effimere promesse provenienti dalla vita reale (per esempio: dall’uso delle sostanze stupefacenti).

Perché il contagio? Perché essere nella prevenzione dovrebbe avere più significati: innanzitutto dovrebbe diventare così forte ed evidente da diffondersi come una terapia che cura, rigenera e rinnova. Inoltre, dovrebbe responsabilizzare ogni insegnante e genitore a costruire con i giovani validi e nutrienti competenze sociali quali: la disponibilità all’ascolto, l’autorevolezza, l’accoglienza, il rispecchiamento e la condivisione, il contenimento dato dalle regole e il tempo significativo da dedicare all’altro.

Per poter offrire ai ragazzi delle risposte congrue alle richieste più o meno esplicite che essi ci pongono, è necessario andare in mezzo a loro, incontrarli nel loro ambiente, interagire con loro nei luoghi familiari, parlare il loro linguaggio.

La scuola è senz’altro il posto privilegiato in cui è possibile l’incontro generazionale in uno scambio attivo e fattivo poiché offre una nuova prospettiva: quella della prevenzione dentro la promozione culturale. Tutto ciò si realizza con una didattica di qualità atta a sviluppare le capacità sociali sia degli allievi a rischio sia di quelli che già le possiedono con un coinvolgimento totale dell’alunno e della sua famiglia.

Più di ogni altro luogo, la scuola rappresenta il contesto di riferimento degli adolescenti dove al suo interno dovrebbe realizzarsi lo sviluppo dei loro molteplici aspetti al fine di garantire il successo formativo di ciascuno. La proposta pedagogica “NonUnoDiMeno” vede la scuola non solo come il luogo dell’istruzione ma anche della formazione emotiva-affettiva degli alunni, una finalità questa, che è di primaria importanza per raggiungere la piena formazione della persona.

In tutto ciò acquisisce rilievo l’operato dell’educatore (insegnante, genitore, pedagogista, animatore) che dovrà avere un ruolo centrale lasciandosi coinvolgere in una magnifica avventura di scoperta e riscoperta della realtà riuscendo a costruire insieme agli studenti nuovi significati. La riflessione ci porta a considerare che, se il disagio non viene affrontato dagli insegnanti in maniera seria e consapevole, può esser compromesso non solo il rendimento scolastico ma anche la formazione della persona nel suo aspetto più ampio e più completo. I docenti sono dunque chiamati a ricercare tutti quegli stimoli per far sì che lo studente non

prevenzione. Questo nuovo atteggiamento significa cambiare il punto di vista con cui si affronterà il disagio per costruire gradualmente, insieme ai genitori e costantemente nel tempo, quei valori in grado di accompagnare i ragazzi verso l’adultità facendoli diventare forti delle necessarie competenze così da non esser sedotti dalle effimere promesse provenienti dalla vita reale (per esempio: dall’uso delle sostanze stupefacenti).

Perché il contagio? Perché essere nella prevenzione dovrebbe avere più significati: innanzitutto dovrebbe diventare così forte ed evidente da diffondersi come una terapia che cura, rigenera e rinnova. Inoltre, dovrebbe responsabilizzare ogni insegnante e genitore a costruire con i giovani validi e nutrienti competenze sociali quali: la disponibilità all’ascolto, l’autorevolezza, l’accoglienza, il rispecchiamento e la condivisione, il contenimento dato dalle regole e il tempo significativo da dedicare all’altro.

Per poter offrire ai ragazzi delle risposte congrue alle richieste più o meno esplicite che essi ci pongono, è necessario andare in mezzo a loro, incontrarli nel loro ambiente, interagire con loro nei luoghi familiari, parlare il loro linguaggio.

La scuola è senz’altro il posto privilegiato in cui è possibile l’incontro generazionale in uno scambio attivo e fattivo poiché offre una nuova prospettiva: quella della prevenzione dentro la promozione culturale. Tutto ciò si realizza con una didattica di qualità atta a sviluppare le capacità sociali sia degli allievi a rischio sia di quelli che già le possiedono con un coinvolgimento totale dell’alunno e della sua famiglia.

Più di ogni altro luogo, la scuola rappresenta il contesto di riferimento degli adolescenti dove al suo interno dovrebbe realizzarsi lo sviluppo dei loro molteplici aspetti al fine di garantire il successo formativo di ciascuno. La proposta pedagogica “NonUnoDiMeno” vede la scuola non solo come il luogo dell’istruzione ma anche della formazione emotiva-affettiva degli alunni, una finalità questa, che è di primaria importanza per raggiungere la piena formazione della persona.

In tutto ciò acquisisce rilievo l’operato dell’educatore (insegnante, genitore, pedagogista, animatore) che dovrà avere un ruolo centrale lasciandosi coinvolgere in una magnifica avventura di scoperta e riscoperta della realtà riuscendo a costruire insieme agli studenti nuovi significati. La riflessione ci porta a considerare che, se il disagio non viene affrontato dagli insegnanti in maniera seria e consapevole, può esser compromesso non solo il rendimento scolastico ma anche la formazione della persona nel suo aspetto più ampio e più completo. I docenti sono dunque chiamati a ricercare tutti quegli stimoli per far sì che lo studente non

prevenzione. Questo nuovo atteggiamento significa cambiare il punto di vista con cui si affronterà il disagio per costruire gradualmente, insieme ai genitori e costantemente nel tempo, quei valori in grado di accompagnare i ragazzi verso l’adultità facendoli diventare forti delle necessarie competenze così da non esser sedotti dalle effimere promesse provenienti dalla vita reale (per esempio: dall’uso delle sostanze stupefacenti).

Perché il contagio? Perché essere nella prevenzione dovrebbe avere più significati: innanzitutto dovrebbe diventare così forte ed evidente da diffondersi come una terapia che cura, rigenera e rinnova. Inoltre, dovrebbe responsabilizzare ogni insegnante e genitore a costruire con i giovani validi e nutrienti competenze sociali quali: la disponibilità all’ascolto, l’autorevolezza, l’accoglienza, il rispecchiamento e la condivisione, il contenimento dato dalle regole e il tempo significativo da dedicare all’altro.

Per poter offrire ai ragazzi delle risposte congrue alle richieste più o meno esplicite che essi ci pongono, è necessario andare in mezzo a loro, incontrarli nel loro ambiente, interagire con loro nei luoghi familiari, parlare il loro linguaggio.

La scuola è senz’altro il posto privilegiato in cui è possibile l’incontro generazionale in uno scambio attivo e fattivo poiché offre una nuova prospettiva: quella della prevenzione dentro la promozione culturale. Tutto ciò si realizza con una didattica di qualità atta a sviluppare le capacità sociali sia degli allievi a rischio sia di quelli che già le possiedono con un coinvolgimento totale dell’alunno e della sua famiglia.

Più di ogni altro luogo, la scuola rappresenta il contesto di riferimento degli adolescenti dove al suo interno dovrebbe realizzarsi lo sviluppo dei loro molteplici aspetti al fine di garantire il successo formativo di ciascuno. La proposta pedagogica “NonUnoDiMeno” vede la scuola non solo come il luogo dell’istruzione ma anche della formazione emotiva-affettiva degli alunni, una finalità questa, che è di primaria importanza per raggiungere la piena formazione della persona.

In tutto ciò acquisisce rilievo l’operato dell’educatore (insegnante, genitore, pedagogista, animatore) che dovrà avere un ruolo centrale lasciandosi coinvolgere in una magnifica avventura di scoperta e riscoperta della realtà riuscendo a costruire insieme agli studenti nuovi significati. La riflessione ci porta a considerare che, se il disagio non viene affrontato dagli insegnanti in maniera seria e consapevole, può esser compromesso non solo il rendimento scolastico ma anche la formazione della persona nel suo aspetto più ampio e più completo. I docenti sono dunque chiamati a ricercare tutti quegli stimoli per far sì che lo studente non perda il gusto dell’esplorazione, della curiosità, del divertimento, del limite e di puntare alla pedagogia del desiderio.

Il progetto “NonUnoDiMeno” intende perseguire i seguenti obiettivi:

  • Favorire l’integrazione di alunni con bisogni educativi speciali
  • Promuovere una sana educazione socio-affettiva
  • Integrare il curriculum scolastico con la trattazione di argomenti di educazione civica
  • Favorire la continuità e l’orientamento
  • Favorire l’utilizzo dei vari linguaggi artistici anche attraverso l’uso di nuove tecnologie multimediali (podcast, videoclip musicali, filmati, immagini fisse) per stimolare:
    • L’intelligenza emotiva
    • La gestione e il riconoscimento delle emozioni come risorsa e benessere (promozione dell’agio)
    • La creatività
    • L’immaginazione
    • L’apprendimento collaborativo
    • Lo sviluppo dell’autostima (fiducia in sé e negli altri)
    • La motivazione all’apprendimento
    • Capacità di ascolto
    • Rispetto reciproco
    • Senso di responsabilità
    • Cooperazione attiva

Descrizione del percorso formativo

Il percorso formativo gratuito “NonUnoDiMeno” si svolgerà annualmente all’interno dell’istituzione scolastica e si articolerà nelle seguenti fasi progettuali:

FASE 1: rilevazione dei bisogni formativi e determinazione della tematica sociale. Da una prima conoscenza dell’istituzione scolastica e del suo territorio di riferimento, sarà possibile delineare una tematica di interesse sociale che sarà l’oggetto degli interventi pedagogici. FASE 2: realizzazione delle attività . Gli interventi pedagogici saranno declinati in attività di consulenza, aggiornamento e riflessioni rivolte a tutta la comunità educante (docenti, alunni e genitori).

FASE 3: c reazione di un file d’istituto sulla tematica sociale trattata. La popolazione studentesca sarà invitata a produrre elaborati letterari e/o artistici che troveranno posto in un archivio (file) pubblicato nel sito dell’istituzione scolastica per condividere la memoria degli interventi pedagogici intrapresi e la riflessione comune scaturita.

FASE 4: verifica e valutazione del progetto. Attraverso l’uso di questionari appositamente creati, sarà possibile verificare l’interesse della comunità scolastica verso il progetto realizzato nonché valutare la reale rispondenza degli interventi pedagogici alla tematica sociale trattata dal progetto.

Attività (suddivise in fasi) con definizione dei tempi e dei luoghi

La FASE 2 del progetto “NonUnoDiMeno” si potrà realizzare con una serie di interventi pedagogici gratuiti, suddivisi nelle seguenti attività rivolte alla comunità educante, docenti, alunni e genitori, che, per quest’anno scolastico, si svolgeranno in modalità on line:

  • Consulenza pedagogica rivolta ai genitori degli alunni (per un totale di 8 ore)
    Tale opportunità vuol fornire uno spazio on line in cui l’utenza potrà confrontarsi con il Pedagogista sulle seguenti tematiche: Sostegno alla Genitorialità, Rapporto Genitori/Figli, Metodo di Studio, DSA — ADHD — DOP, Rapporto Scuola/Famiglia, Gestione della conflittualità, Prevenzione al Bullismo e Cyberbullismo.
  • Aggiornamento rivolto al personale docente (per un totale di 2 ore)
    L’aggiornamento si rivolge al personale docente ed avrà per oggetto una tematica sociale a scelta tra quelle dell’inclusione, della prevenzione al disagio, della differenza di genere, della gestione della conflittualità o della dispersione scolastica. Tale attività permetterà di accrescere l’interesse sulla tematica sociale individuata al fine di mettere in grado i docenti di trasferire le conoscenze pedagogiche agli alunni a cui sarà richiesto di elaborare la propria riflessione in prodotti letterari e/o artistici aventi per oggetto la tematica sociale stessa.
  • Seminario sulla Genitorialità Responsabile
    Il seminario sarà interattivo e rivolto ai protagonisti dell’educazione (docenti, genitori, nonni, alunni…) al fine di creare una “comunità educante” sensibile alla tematica sociale individuata e nell’ottica di una corresponsabilità educativa nel prevenire ogni forma di disagio. Tale attività darà modo ai partecipanti di dibattere e confrontarsi sulle proprie fragilità, punti di forza, emozioni e vissuti personali.
  • Pillole pedagogiche
    Accedendo ad uno specifico canale YouTube sarà possibile fruire di webinar sulle tematiche adolescenziali tenuti da professionisti ANPE.

Risultati attesi/competenze in uscita

I risultati attesi e perseguiti dal progetto “NonUnoDiMeno” si riferiscono alle competenze comunicative, sociali e relazionali necessarie per la formazione del cittadino del domani quali:

  • padronanza nel saper comunicare nella lingua madre comprendendo enunciati, raccontando le proprie esperienze e adottando un registro linguistico appropriato alle diverse situazioni;
  • imparare ad imparare, possedere un patrimonio di conoscenze e nozioni di base e ricercare nuove informazioni anche in modo autonomo;
  • aver cura e rispetto di sé, degli altri collaborando e condividendo le regole sociali nonché gestendo le conflittualità interpersonali;
  • sapersi orientare nello spazio e nel tempo osservando, descrivendo e analizzando fatti, ambienti e fenomeni;
  • riconoscere le diverse identità sociali e culturali in un’ottica di dialogo e rispetto reciproco.

Struttura organizzativa e risorse coinvolte

Le istituzioni scolastiche ed educative statali e paritarie del Lazio di ogni ordine e grado d’istruzione che faranno richiesta di aderire al progetto annuale gratuito “NonUnoDiMeno”, saranno coordinate nell’attuazione da Pedagogisti soci ANPE.

L’organizzazione del progetto sarà monitorato dal Direttivo ANPE Lazio e dalla Commissione Paritetica come definito dall’art. 6 del Protocollo d’intesa siglato dall’USR Lazio e ANPE Lazio.

Destinatari

I destinatari del progetto annuale “NonUnoDiMeno” saranno il personale docente, gli alunni e i genitori delle istituzioni scolastiche ed educative statali e paritarie del Lazio di ogni ordine e grado d’istruzione che ne faranno opportuna richiesta di adesione all’USR Lazio.


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