Valorizzare le attitudini dei giovani è la chiave per un futuro migliore

Estratto dell’inserto dedicato all’ANPE pubblicato sulla Repubblica del 12/8/2020.


L’ASSOCIAZIONE TUTELA I PROFESSIONISTI CHE SI OCCUPANO DI EDUCARE E FORMARE I RAGAZZI GRAZIE ALLE LORO COMPETENZE TRASVERSALI.

Libertà, responsabilità e autonomia. Sono questi i tre fini principali ai quali concorre l’educazione secondo Monica Lecchini, presidente della sezione regionale Lazio-Abruzzo dell’Associazione nazionale pedagogisti italiani (Anpe).

Affinché un bambino e un ragazzo crescano tendendo al raggiungimento di questi obiettivi è però necessario investire nella formazione, soprattutto in un periodo come quello odierno, nel quale la crisi sanitaria e le sue conseguenze economiche e sociali hanno portato al crollo di ogni certezza.

È proprio in questo istante che si gioca una vera e propria sfida: crescere gli adulti del domani, fornendoli di tutte le basi necessarie. Queste si celano proprio nell’educazione, intesa nel suo senso etimologico come abilità nel tirare fuori, sviluppare, far emergere le potenzialità di un soggetto.

Il pedagogista è la figura preposta a questa attività, con il suo bagaglio di esperienza specialistico e allo stesso tempo trasversale. Tuttavia, come sottolineato da Maria Angela Grassi, presidente nazionale di Anpe, si tratta di un professionista che, nonostante l’importanza che gli viene riconosciuta nei processi educativi e formativi, non è ancora stato valorizzato.

Manca infatti un Ordine preposto alla tutela di questi specialisti. È per questo motivo che Anpe, fin dalla sua nascita – avvenuta nel 1990 – gioca un ruolo importante.


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