Coronavirus – Ai bambini si dovrebbe consentire di uscire di casa anche solo un’ora al giorno per giocare ?

Da più parti si chiede che i ragazzi possano interrompere l’obbligo di restare a casa. Il ministro della Famiglia Elena Bonetti si dice d’accordo. Perché sarebbe giusto?

Risponde Maria Angela Grassi – Presidente ANPE (Associazione Nazionale Pedagogisti)

Trascrizione articolo pubblicato su Gente del 4 Aprile 2020


Premetto che non intendo sostituirmi ai medici ai quali compete ogni valutazione sui rischi sanitari, ma per un bambino avere la possibilità di uscire all’aperto anche se per poco tempo è certamente importante.

Restare in casa, in uno spazio che nella maggior parte dei casi non è quello di una reggia, è assai difficile. Lo spazio, e soprattutto il gioco all’aperto, sono fondamentali per i bambini: non a caso dalle scuole dell’infanzia alle primarie è prevista attività all’aperto.

E non è soltanto una questione motoria. Lo stare chiusi in casa, infatti, si ripercuote sul comportamento del piccolo e, per esempio, può facilmente scatenare una maggiore aggressività.

Ci sarebbero poi da considerare i casi di bambini diversamente abili, per i quali questo periodo di quarantena è ancora più difficile da affrontare per se stessi e per i loro genitori.

Non sono poche le richieste in questo senso che arrivano ai nostri soci, i quali dall’inizio della crisi offrono un servizio di consulenza gratuita a distanza (informazioni su www.anpe.it).

Basterebbe un po’ di autodisciplina e, ad esempio, aprire a rotazione i parchi giochi dei quartieri o usare i giardini dei condomini e coniugare le esigenze sanitarie della collettività con quelle dei ragazzi.


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