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:: ANPE ::
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Già membro Consulta Associazioni Professioni non Regolamentate CNEL
Aderente al CoLAP
Componente dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza
Sede delegazione italiana FEPP Federazione Europea dei Professionisti della Pedagogia
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Questa sezione è dedicata ai temi di approfondimento. Per ciascuno di essi,
è possibile leggere diversi articoli. Clicca sul tema di tuo interesse:
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E V E N T I, C O N V E G N I, S E M I N A R I, M A N I F E S T A Z I O N I (3 articoli)
In questa sezione divulghiamo le iniziative promosse e/o organizzati di Enti e organismi pubblici e privati con cui ANPE ha rapporti di collaborazione.
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I Pedagogisti: Albo interno e ... deontologia professionale (2 articoli)
La deontologia professionale, si sa, è materia alquanto seria.
Attiene al rispetto dei canoni della professionalità, della dignità delle persone che agli specialisti dell’educazione si rivolgono, della piena esigibilità dei diritti costituzionalmente sanciti.
La deontologia attiene al riconoscimento pieno della specificità delle prestazioni pedagogiche,
alla legittimazione di coloro che ne esercitano il “mestiere”, nonché, al rispetto di coloro che al pedagogista afferiscono richiedendone le prestazioni specialistiche.
Se tale principio è incontrovertibile, allora appare necessario chiarire quanto segue:
i percorsi formativi: laurea in pedagogia (vecchio ordinamento), laurea in scienze dell’educazione (tutti e tre gli indirizzi – compreso il II indirizzo- in educatore professionale dell’extrascuola), le lauree specialistiche in educazione degli adulti e scienze pedagogiche conferiscono un bagaglio di conoscenze pedagogiche che necessita di tradursi in competenze pedagogiche.
Le competenze, in generale, sono quelle capacità che si acquisiscono applicando teorie, metodi e tecniche di lavoro, strumenti operativi.
I pedagogisti, dunque, dovendosi occupare di prestazioni professionali, progettazioni pedagogiche che alimentano processi educativi e formativi, dovendo gestire servizi a connotazione pedagogica che hanno prevalentemente a che fare con le persone, non possono né debbono improvvisarsi, ma semmai hanno il dovere nonché la responsabilità d’intervenire con contezza e competenza.
Per questo, alla stregua se non addirittura di più, di quanti si occupano di pratiche (esp. Commercialista) e non di persone, diventa indispensabile che ciascun potenziale pedagogista avverta la necessità di arricchire la propria esperienza formativa con quella del praticantato professionale.
Entrare all’interno dei circuiti organizzativi ed operativi, osservarne le dinamiche, assistere all’applicazione di tecniche e metodi, comprendere l’utilizzo degli strumenti operativi, consente l’acquisizione e la costruzione della propria professionalità di pedagogista.
L’esperienza di praticantato professionale può consentire ai “novizi della pedagogia” di acquisire una maggiore “padronanza professionale” o semplicemente una maggiore consapevolezza della complessità dell’agire pedagogico.
Dunque, il pedagogista che voglia considerarsi professionista serio non potrà né dovrà esimersi dal mettersi in gioco in un’esperienza di praticantato professionale.
Laddove non fosse sufficiente il senso di responsabilità o semplicemente il buon senso soggettivo e collettivo da parte di chi ha interesse a e a far esercitare una PROFESSIONE con serietà, può tornare utile richiamare quanto previsto dalla norma o quanto è oramai nelle intenzioni del legislatore.
Il DDL della Riforma delle professioni intellettuali non a caso al comma b. dell’art 3 cita testualmente: disciplinare il tirocinio professionale, di durata non superiore a dodici mesi in relazione alle singole professioni e comunque contenuta secondo modalità che privilegino la concentrazione delle esperienze professionali, che garantiscano l’effettiva acquisizione dei fondamenti tecnici, pratici e deontologici della professione, e da svolgersi sotto la responsabilità di un professionista iscritto almeno da quattro anni….
Comma g art. 4: prevedere come compiti essenziali degli organi nazionali e territoriali l’aggiornamento e la qualificazione tecnico-professionale dei propri iscritti, la verifica del rispetto degli obblighi di aggiornamento dei professionisti iscritti e degli obblighi d’informazione agli utenti, l’adozione d’iniziative rivolte ad agevolare, anche mediante borse di studio…
Prevedere che le associazioni professionali riconosciute siano quelle costituite da almeno quattro anni e che siano attive su tutto il territorio nazionali… comma d, art. 8;
E dunque, i principi che le norme nazionali desumono da quelle rinvenenti dal diritto comunitario tendono a sancire i seguenti principi, l’efficacia delle prestazioni professionali attraverso la frequenza di congrui e specifici percorsi formativi, l’importanza dell’acquisizione delle competenze attraverso le attività di tirocinio professionale, la formazione e l’aggiornamento ricorrente e permanente dei professionisti; l’articolazione organizzativa, il radicamento territoriale e l’esperienza pregressa di quattro anni da parte delle associazioni o degli ordini di rappresentanza dei professionisti.
Questo è lo scenario normativo entro il quale i vertici dell’ANPE hanno incastonato le scelte compiute in questi anni, come: l’istituzione dell’Albo Interno della Professione Pedagogista, la formazione erogata da prestigiose Università o Enti (si veda la Fondazione Besso) a vantaggio dei propri soci, la diffusione della campagna di sensibilizzazione “Per restituire dignità ai Pedagogisti”, la raccolta di circa 3000 firme da cui sono scaturite due petizioni popolari una alla Camera e l’altra al Senato, la presentazione di diversi disegni di legge per l’istituzione dell’ordine e dell’albo della professione pedagogista, la partecipazione a numerose audizioni e a diversi tavoli di partnariato, la sottoscrizione di numerosi protocolli d’intesa tra i quali spiccano quelli con il Ministero della Giustizia e della Pubblica Istruzione; la distribuzione della Rivista “Professione Pedagogista”, la gestione del sito: www.anpe.it, la gestione di servizi alla persona e iniziative comunitarie, la costituzione della Cooperativa Sociale Proxima e dell’Agenzia Pedagogica Europea, l’adesione alla Federazione Europea dei Professionisti della Pedagogia…
Si tratta di contesti e network operativi, di modalità attraverso le quali l’ANPE ha voluto promuovere e diffondere “cultura pedagogica” finalizzata anche all’ottenimento del riconoscimento, della legittimazione, della tutela della Professione Pedagogista, o quanto meno, finalizzata al riconoscimento della specificità professionale dei propri associati, ma anche dell’intera categoria professionale dei pedagogisti.
E seppure tardano a giungere i riconoscimenti di natura normativa, ci conforta l’aver maturato utile credito in quei contesti nei quali la serietà professionale, il prestigio associativo, la correttezza deontologica costituiscono imprescindibili valori, nonché tratti distintivi di credibilità di un’associazione e dei propri iscritti.
Ai giovani sempre più confusi tra ruoli tecnici (educatori) e specialistici (pedagogisti), che per legittima inesperienza non posseggono memoria storica o quelle conoscenze fondamentali per addivenire a scelte responsabili ed efficaci per il loro futuro professionale, consigliamo di documentarsi prima di affidare il proprio futuro nelle mani di quanti per mero calcolo personale, e giammai per interesse del “bene comune”, diffondono scenari che non hanno alcun fondamento normativo, e soprattutto, ai giovani suggeriamo di sperimentarsi in quei contesti operativi utili ad accrescere competenze e professionalità.
A quei giovani chiediamo di scegliere di appartenere ad associazioni di rappresentanza professionale che possono vantare credito e tradizione operativa.
Essere professionisti seri, consapevoli, rigorosi sarà il valore aggiunto dei Pedagogisti della nostra Associazione.
Sui soci qualificati intendiamo continuare ad investire il nostro credito associativo presso enti pubblici e privati, consapevoli che il vero capitale di un’associazione professionale risieda nei propri professionisti capaci, seri, competenti, che sanno o sapranno esercitare il proprio mestiere con padronanza, rigore tecnico-scientifico, nel rispetto del valore Persona e dell’esercizio dei diritti di educazione che ciascun soggetto può rivendicare.
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Opportunità lavorative (1 articolo)
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Riconoscimento, legittimazione e tutela della professione pedagogista (5 articoli)
L'Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani (ANPE) fa appello alle Istituzioni ed ai Suoi referenti affinché possano essere sanciti e testimoniati di fatto i principi costituzionali del Diritto allo Studio, del Diritto alla Salute, del Diritto all'Educazione, del Diritto alla Cittadinanza attiva riconoscendo e tutelando la categoria professionale dei Pedagogisti,
da sempre impegnati negli ambiti della scuola, della sanità, dell'educazione, dei servizi alla persona.
Il Governo e il Parlamento hanno il dovere di riconoscere il diritto ai Pedagogisti/cittadini di poter esercitare la propria
professione, fra le più antiche, nella piena legittimazione di compiti, ruoli e funzioni; nel pieno riconoscimento del
profilo professionale; nella piena tutela dei diritti professionali, oltre che di garantire a tutti i cittadini di poter ricevere prestazioni congrue, eticamente e deontologicamente corrette, svolte da chi possiede specifiche competenze.
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Pedagogia e politiche per l'infanzia e l'adolescenza (13 articoli)
L’Osservatorio Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza in questi giorni sta lavorando per la stesura del 3° Piano Nazionale d’azione e d’interventi per i soggetti in età evolutiva a cui l’ANPE deve fornire il proprio contributo scientifico e professionale.
Il Piano definirà le nuove politiche a favore dei minori per i prossimi due anni con profondi cambiamenti e gli argomenti oggetto di discussione sono di grande attualità in Italia e nel Mondo.
PROMOVIAMO UN DIBATTITO PER L'ALTO INTERESSE PEDAGOGICO CHE TUTTA LA MATERIA RIVESTE E PER RACCOGLIERE SUGGERIMENTI E PROPOSTE DA INSERIRE NELLA PROPOSTA LEGISLATIVA.
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Pedagogia e dipendenze (1 articolo)
La legge regionale n.2/05 "disposizioni in materia sanitaria" istituisce nella dotazione organica dei Sert la figura del pedagogista in aggiunta alle altre previste dalla normativa del 1994.
Il riconoscimento apre interessanti prospettive non solo sul piano occupazionale ma anche scientifici per la scienza pedagogica.
La legge della Calabria arriva in un momento in cui i pedagogisti erano stati esclusi a livello nazionale dai servizi sanitari. Si ricorderanno in proposito le battaglie e le iniziative promosse dall'ANPE per anni al fine di adeguare la normativa Siciliana in tutte le Regioni.
La Calabria in base ai principi delle autonomie locali dà VALORE al pedagogista e gli riconosce un importante ruolo nella lotta alle dipendenze.
Il riconoscimento impegna i professionisti inun serio lavoro per il raggiungimento degli obiettivi e pone alla scienza pedagogica l'avvio di ricerche scientifiche per la definizione di procedure d'intervento.
Pubblichiamo il testo della legge regionale 2/05 che, all'art. 6, modifica la legge 6/94 per vfar vedere come cambiano organizzazione e funzionamento dei sert in Calabria e per avviare un dibattito di tipo teorico e pratico sul ruolo della pedagogia nelle dipendenze.
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L'educazione degli adulti, approcci possibili (1 articolo)
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