Lauree specialistiche
Prosegue il lavoro di ricognizione dei percorsi universitari proposti dagli atenei italiani ai giovani interessati ad una formazione universitaria nell'area dell'educazione e della formazione, intrapreso lo scorso anno dall'Area Ricerca, sviluppo e libera professione.
L'analisi dei percorsi si colloca all'interno del programma di lavoro1 dell'Area costituita nel 2002 e formata da Adelaide Sonatore (coordinatore) e Cinzia Scheriani. (collaboratore).
La prima fase aveva avuto come oggetto i percorsi universitari triennali afferenti alla Classe delle lauree in Scienze dell'educazione e della formazione (n.18). Il lavoro pubblicato sul sito A.N.PE. aveva fatto emergere una notevole frammentazione nelle denominazioni dei nuovi percorsi di studio accorpabili in 10 gruppi di corsi di laurea (affini per curricula): scienze dell’educazione; educatore d’infanzia; animatore socio-educativo; educatore professionale; formatore; operatore culturale; educatore ambientale; educatore interculturale; coordinamento nelle attività di protezione civile; tecniche grafologiche.
Analizzando i curricula interni a ciascun corso di laurea, si potevano individuare altri ambiti di formazione, tra cui: educatore in area sociale ed in area sanitaria; orientatore; salute e qualità della vita; terzo settore; esperto nella formazione a distanza; esperto in beni paesistici; musicologia; esperto nella progettazione della formazione; esperto nella gestione delle competenze e nella valutazione della qualità; esperto in sistemi della formalizzazione ed archiviazione delle conoscenze.
La guida alle Università e alle professioni 2002-20032, pubblicata successivamente al lavoro di ricerca effettuato, conferma i dati emersi elencando 35 (escludendo Scienze della formazione primaria) diversi corsi di laurea afferenti alla Classe delle lauree in Scienze dell'educazione e della formazione (classe n.18). Nella stessa pubblicazione vengono descritte alcune delle attività professionali possibile sbocco per i laureati: l'educatore professionale, l'educatore socio-sanitario; l'educatore di comunità infantili; l'animatore culturale; il formatore aziendale; l'operatore interculturale. Ciò a solo titolo esemplificativo.
La seconda fase della ricerca, ha avuto come oggetto l'individuazione dell'offerta formativa relativa alle classi delle lauree specialistiche3 di cui in questa sede si dà conto, mentre relativamente all'indagine sui master organizzati dalle Università anche in collaborazione con altri soggetti si rimanda a successiva pubblicazione.
I percorsi di formazione afferenti alle classi di laurea specialistica n. 56/S, 65/S, 87/S
(Programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi, Scienze dell'educazione degli adulti e della formazione continua, Scienze pedagogiche)
Premessa
La riforma degli studi universitari in atto (L.N. 127/1997) ha ridefinito la struttura didattica centrandola sulle lauree (3 anni - 180 crediti) e sulle lauree specialistiche (2 anni - 120 crediti). Sono state definite classi di appartenenza (cioè raggruppamenti di corsi di laurea) e per ciascuna classe gli obiettivi formativi qualificanti, le attività formative indispensabili per conseguirli ed il numero minimo di crediti per tipologia di attività formativa e per ogni ambito disciplinare. A partire dunque da criteri generali e da limiti minimi per ogni profilo culturale e professionale del laureato, gli atenei hanno ora margini di autonomia nel definire i percorsi di studio e nel denominare gli stessi.
All'interno delle 104 classi delle lauree specialistiche sono collocate le classi 56/S (Programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi), 65/S (Scienze dell'educazione degli adulti e della formazione continua), 87/S (Scienze pedagogiche), di cui sono stati individuati gli obiettivi formativi qualificanti e le attività formative indispensabili con l'indicazione dei relativi crediti.
In tale contesto di cambiamento risulta necessario fare una precisa ricognizione dei diversi percorsi universitari presenti attualmente sul territorio nazionale e rivolti alla formazione dei pedagogisti, quale premessa per pervenire ad una descrizione chiara dei profili specialistici e degli strumenti professionali specifici e per consentire ai pedagogisti di dialogare con le Università ai fini della costruzione di un'offerta formativa, in particolare post-laurea e post-laurea specialistica (master), utile alla crescita professionale.
Del cambiamento determinato dalla riforma dell'Università ha tenuto conto l'A.N.PE. nel modificare il proprio Statuto aggiornando l'articolo 6 che ora prevede come requisito per diventare socio dell'Associazione accanto al possesso dei titoli rilasciati precedentemente dagli atenei (Laurea in Pedagogia e/o Scienze dell'educazione) anche il possesso di una laurea specialistica (LS) afferente ad una delle seguenti classi: 56/S (Programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi); 65/S (Scienze dell'educazione degli adulti e della formazione continua); 87/S (Scienze pedagogiche).
Le fonti
Purtroppo non si è potuto procedere come per la prima fase del lavoro (corsi di laurea della classe n.18), dall’analisi della Banca Dati dell’Offerta Formativa “OFF.F” del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca4, poiché questa è limitata ai percorsi di laurea triennale.
Si è proceduto dunque alla raccolta delle informazioni accedendo ai siti dei diversi Atenei e si è provveduto all'integrazione dei dati gradualmente raccolti con la documentazione cartacea prodotta dalle Università (es: guide, dépliant informativi).
Le informazioni sono state sintetizzate in una tabella contenente i dati relativi agli Atenei che attivano i corsi di laurea specialistica, alle facoltà cui afferiscono, alle denominazioni dei corsi e agli sbocchi lavorativi evidenziati dalle Università.
Emerge un panorama di percorsi universitari ampio, ma ancora parziale, poiché da un lato il cambiamento interno all'università è ancora in atto e dall'altro il reperimento delle informazioni non è risultato del tutto agevole. Se lo strumento della rete dovrebbe garantire la facilità di accesso all'informazione a tutti, in realtà l'organizzazione estremamente eterogenea dei diversi siti e, a volte, alcune contraddizioni interne agli stessi, ha reso particolarmente difficile giungere ad un quadro chiaro dell'offerta formativa dell'Università.
La fase di ricerca descritta è stata effettuata nel periodo maggio-luglio 20035.
I risultati
Come emerge dalla tabella riassuntiva dei percorsi, risultano 18 gli atenei italiani che attivano corsi afferenti alla classe delle lauree specialistiche 56, 65, 87: dunque quasi la metà rispetto agli atenei che hanno attivato percorsi triennali. Ciò è spiegabile dal regolamento del 2000 relativo all'autonomia didattica degli atenei, che prevede la possibilità per le Università di attivare corsi di laurea specialistica a condizione di aver attivato corsi di laurea triennale integralmente utili per l'accesso al corso di laurea specialistica.
Complessivamente si contano 32 corsi, di cui 12 afferenti alla classe 56, 8 alla classe 65 e 12 alla classe 87.
I corsi fanno capo prevalentemente alla Facoltà di Scienze della Formazione (27 corsi); si contano 5 corsi afferenti alla Facoltà di Lettere e filosofia.
Le denominazione dei corsi rimandano a voci chiaramente distinguibili e diversamente collegate tra loro:
- al settore dei servizi educativi o socio-educativi o educativi e formativi (n.7 corsi);
- alle scienze dell'educazione degli adulti (n. 7 corsi);
- alle scienze pedagogiche o dell'educazione (n.6 corsi);
- alla programmazione e gestione dei servizi (n.5 corsi);
- al ruolo di responsabile, dirigente o coordinatore di servizi (n.4);
- alla progettazione (n.3);
- alla ricerca (n. 3 corsi);
- alla consulenza pedagogica (n.2 corsi);
- al professione di pedagogista o esperto in pedagogia e scienze della formazione (n.2 corsi);
- alla formazione formatori (n.1 corso).
Mentre, dal lavoro precedente, le lauree triennali risultavano presenti in modo piuttosto omogeneo su tutto il territorio nazionale, per le lauree specialistiche è evidente una diversa distribuzione geografica dei corsi, presenti nel nord Italia in misura maggiore (n. 19 corsi al nord, n.10 al centro e 3 al sud).
Considerazioni conclusive
Se l'indagine relativa ai corsi di laurea triennali aveva mostrato un'offerta formativa variegata e avente a riferimento specifici profili professionali, la ricognizione svolta all'interno delle lauree specialistiche mostra una tendenza a ridurre la frammentarietà riconducendo ad aree più ampie di intervento (sostanzialmente alle tre classi delle lauree specialistiche) e a funzioni che qualificano maggiormente l'attività professionale (programmazione e gestione, direzione, progettazione, consulenza, ricerca). Sembra dunque che i saperi disciplinari oggetto delle lauree triennali si inglobino all'interno di un insieme di saperi più vasto, trovino un contesto cha fornisce loro autonomia e riconoscibilità.
L'ultima fase della ricerca, relativa ai master post-laurea e post-laurea specialistica, consentirà di avere il quadro completo dell'offerta formativa in ambito pedagogico e di iniziare a capire quanto la pedagogia o scienza dell'educazione, o meglio i laureati delle diverse classi di laurea specialistica riescano ad individuare le frontiere della propria conoscenza/scienza ed il suo rapporto con le altre scienze, a definire e decostruire-costruire un linguaggio specifico, ad elaborare ed utilizzare tecniche e strumenti. Ciò significa capire quanto i laureati, indipendentemente dalla denominazione del corso che hanno concluso, si riconoscano come pedagogisti, come professionisti che accanto al riconoscersi competenze connesse a settori lavorativi, funzioni professionali o processi lavorativi specifici, fanno riferimento a teorie, linguaggi e tecniche patrimonio delle Scienze dell'educazione.
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