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Giuseppe Rulli
EDITORIALE
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Anna M. Falconi - Stefania Casalini
CHI L’AVREBBE MAI DETTO
CHE ANCHE LE SCUOLE SPECIALI
POSSONO PARTECIPARE A CONCORSI
E MAGARI VINCERLI? ED È QUELLO CHE È SUCCESSO A NOI.
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Valentina Papalia
ESPERIENZA DI TRATTAMENTO RIABILITATIVO
NELL’ANZIANO AFFETTO DA DEMENZA
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Gabriella Martinengo
PROGETTO DI ORTOTERAPIA
CON NON VEDENTI E IPOVEDENTI:
L’ORTO ARTURO
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Girolama Bonante e Fulvia Lagattolla
PROGETTO “RICCARDO CUOR DI LEONE...
IL CORPO SENTITO
ATTRAVERSO GLI STILI ESPRESSIVI
NELLA GLOBALITÀ DEI LINGUAGGI”
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Gianluca Giunchiglia
I CASI DI GIANNI, MATTEO, MARTINA
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Nicoletta Tomasi e Stefania Valle
L’ESPERIENZA DEI “GIOVANI HELPER”
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Giuseppe Vincenti
LA COMUNICAZIONE COME TECNICA
DELLA COMPETENZA PEDAGOGICA
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Pamela Azzarà
RECENSIONI
Editoriale
I primi quattro contributi di questo numero sono le esperienze a cui sono stati
assegnati i riconoscimenti della seconda edizione del premio intitolato a “Cinzia
Bertola”, nostra socia deceduta a Roma nel 1999.
Il premio “Cinzia Bertola” fu istituito nel 2006 nell’ambito di un accordo siglato
tra ANPE e Centro Didattico Borgione per produrre e raccogliere materiali per
la riabilitazione e l’educazione di persone disabili. I lavori premiati con la prima edizione
sono stati divulgati attraverso il numero 3/2006 di Professione Pedagogista ed
il sito www.anpe.it.
Due delle esperienze selezionate con la seconda edizione riguardano interventi realizzati
in ambito scolastico (il primo ed il quarto), uno è svolto in ambito domiciliare
ed uno sviluppato in ambito sociale.
Il primo contributo è stato realizzato da Anna Falconi e Stefania Casalini della
“Fondazione Don Carlo Gnocchi” del Comune di Pessano con Bornago in provincia
di Milano e riguarda l’applicazione di una metodologia studiata per valutare il
grado di adattabilità ad una nuova situazione di apprendimento di una alunna che
passava dalla scuola speciale della Fondazione alla scuola pubblica (primaria). La
seconda esperienza, realizzata da Valentina Papalia, è un intervento di assistenza
domiciliare, ormai consolidato, che i servizi sociali territoriali realizzano quotidianamente.
L’aspetto importante del programma di assistenza domiciliare diretto ad una
persona anziana affetta da Alzheimer è quello che le attività riabilitative non sono
realizzate in termini sanitari ma pensate ed eseguite secondo una criteriologia didattico-
pedagogica. L’orientamento pedagogico è, invece, il soggetto qualificante nella
terza esperienza realizzata da Gabriella Martinengo dell’Associazione KJ+; le azioni
educative sviluppate per l’utilizzo di un piccolo appezzamento di terreno donato
dalla Città di Torino sono ispirate dalla pedagogia attiva (in particolare dalla pedagogia
di Freinet) per le pratiche esperienziali nell’ “orto” e dalla pedagogia interattiva
(Pourtois e Desmet) per il coinvolgimento dell’ambiente circostante (relazioni con
cittadini, amministratori e imprese). Lo sviluppo dell’identità personale e sociale di
alunni svantaggiati è la finalità del quarto contributo realizzato da Girolama Bonante
e Fulvia Lagattola con l’impiego della tecnica della “globalità dei linguaggi” ideata e
sperimentata con successo da Stefania Guerra Lisi.
“Professione Pedagogista” da molto tempo dedica attenzione all’attività della
libera professione del pedagogista. Diversi sono gli aspetti che caratterizzano la
dimensione del pedagogista libero professionista e vanno dalla formazione di base
al tutoraggio per la preparazione post-lauream, dall’etica all’individuazione degli
strumenti e delle tecniche, ecc. Com’è noto l’ANPE è impegnata nella costruzione
dell’identità professionale del pedagogista e nella definizione di un qualificante profilo professionale per il suo riconoscimento in Italia ed in prospettiva europea. Il
saggio di Gianluca Giunchiglia è un contributo che qui è utilizzato nella direzione
della definizione di un modo di “esser” pedagogista oggi. L’autore descrive con cura
e ricchezza di dettagli il comportamento di un pedagogista libero professionista, ne
trasmette il senso, le riflessioni sul caso e su se stesso. In altri termini definisce un
“modo” di fare consulenza pedagogica: adottare un programma educativo caso per
caso con una metodologia ispirata dal problema e ispirata ad un preciso quadro teorico
di riferimento.
Concludono questo numero due articoli: il primo è un’esperienza di peer-education
sperimentata nei centri giovanili da Nicoletta Tomasi e Stefania Valle
dell’Associazione Provinciale per i Minori (APPM) di Trento; il secondo, di
Giuseppe Vincenti, è il sunto di un quadro teorico della comunicazione come tecnica
della competenza pedagogica.
Giuseppe Rulli
Direttore
Giuseppe Rulli
Vice Direttore
Maria Angela Grassi
Consiglio Direttivo
Gianfranco De Lorenzo (Presidente) - Susanna Ferrari (Vice Presidente) - Cinzia Sabatino
(Vice Presidente) Loredana Catalani (Tesoriere) - Corrado Cavarra (Segretario)
Redazione
Antonella Antonucci - Antonio Corsi - Massimo Martelli
Pamela Azzarà
Comitato Scientifico
Anglea Carlino Bandinelli (Fondazione Besso) - Francesco Bellino (Università Bari) -
Eufrasia Capodiferro (ANPE) - Maria Luisa De Natale (Università Cattolica Sacro Cuore
Milano) - Cosimo Laneve (Università Lecce) - Sira Serenella Macchietti (Università di Siena) - Teresa Maria Mazzatosta
(Già Docente Università Torvegata Roma) - Mario Pollo (Università LUMSA Roma) -Vito Orlando
(Università Salesiana Roma) - Cinzia Schiriani (ANPE Università di Trieste) - Giuseppe
Trebisacce (Università della Calabria ) - Leonardo Verdi Vighetti (ENAIP) - Elena
Zanfroni (ANPE Università Sacro Cuore Milano)
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PEDAGOGISTI ITALIANI
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