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Giornate del pedagogista

Relazione sull’iniziativa GIORNATE DEL PEDAGOGISTA

Progetto patrocinato dalla Regione Piemonte, dalla Provincia di Torino, dalla Città di Torino

Nell’accogliente e solida cornice architettonica della Saletta delle Colonne, in via Palazzo di Città, 14, l’11 Ottobre 2003 si è concluso con successo, il ciclo di seminari dal titolo “Giornate del Pedagogista”, con la Tavola Rotonda “Il Pedagogista. Una realtà”.

Il progetto, all’inizio del percorso, si proponeva finalità solo apparentemente ambiziose:

1. riconoscere il profilo professionale del pedagogista nelle sue specificità.

2. Comprendere che il Pedagogista interviene per il soddisfacimento dei bisogni educativi presenti nella nostra comunità.

3. Favorire una migliore qualificazione del sistema integrato dei servizi sociali.

4. Promuovere significative sinergie e reti col territorio.

Gli obiettivi sono stati raggiunti, e, ovviamente, andranno consolidati.

Ogni giornata di studio, supportata da una breve ma efficace cornice teorico-scientifica, ha offerto spazio alle realtà esistenti sul territorio, ha ascoltato i suoi bisogni, si è aperta al confronto tra diverse esperienze , talvolta alle dimostrazioni pratiche. Di volta in volta, di giornata in giornata, noi Pedagogisti ci siamo rinforzati, abbiamo iniziato ad acquisire l’orgoglio di essere pedagogisti, abbiamo sentito una comunanza attraverso lo spirito creativo che ci contraddistingue, il sorriso, l’ottimismo di percorrere una strada che sì, è quella buona. Sicuramente molti problemi sono rimasti irrisolti, ma, fortificati e insieme, c’è la certezza di potercela fare!

Al fine di comprendere il senso del progetto e di quest’ultima giornata di lavoro, desidero illustrare brevemente le giornate che l’hanno preceduta:

Primo seminario: 30 Novembre 2002 ”Integrare le competenze. Pedagogista e Psicologo nella scuola: quale sinergia?”

Come si sa, sono molti i Pedagogisti che si sono dedicati all’insegnamento. Ma il Pedagogista non è l’insegnante! Tuttavia nelle scuole molti ambiti vengono affidati allo psicologo o ad insegnanti che si propongono come referenti di progetti che in realtà sono di sapore pedagogico. Così in questa giornata abbiamo voluto ri-pensare il disegno di legge che vuole l’inserimento del servizio di psicologia scolastica; comprendere la specificità di due ruoli, Pedagogista e Psicologo che necessariamente devono esprimersi, dialogare, confrontarsi, senza contrapposizione né sovrapposizione; contrastare l’attuale tendenza a medicalizzare la scuola. La scuola nasce per definizione come ambiente sano, dove sane sono le persone che la “vivono”; riscoprire il senso dell’intervento del Pedagogista risulta fondamentale.

La giornata si è svolta all’insegna della positività, in una equilibrata circolarità Teoria – Prassi, del dialogo tra due figure specialistiche, pedagogista e psicologo, in grado di comunicare e confrontarsi senza contrapposizione.

Il dibattito che ha fatto seguito, è stato vivace e i temi fortemente condivisi.

Secondo seminario: 29 Marzo 2003 “Il Pedagogista nell’ambito giudiziario. Quale integrazione e sinergia tra le figure professionali preposte?”

Questo secondo appuntamento ha voluto ribadire con forza la necessità, anche nel comparto di Grazia e Giustizia, di non incorrere nel rischio sempre più attuale, della medicalizzazione della persona in situazione di disagio, sottolineando l’indispensabilità di principi quali l’educabilità, la formazione, la rieducazione.

La prima parte della giornata, è stata dedicata alla esplicitazione di un quadro teorico, normativo, linguistico; la seconda parte ha visto la relazione di momenti esperenziali/operativi, significativi.

Terzo seminario: 17 MAGGIO 2003 “Il Pedagogista nel nuovo welfare. Percorsi, buone prassi, progettualità.”

Ogni intervento ha mirato ad evidenziare la specificità quanto la qualità dell’intervento pedagogico in generale, in un contesto che pure istituzionalmente sanitario, promuove interventi prettamente educativi, di prevenzione e/o promozione dell’agio, rivolti ad ogni fascia d’età.

Come di consueto, ad una parte teorico- legislativa, ha fatto seguito una parte esperenziale.

Il dibattito ha concluso riccamente l’incontro.

Ed eccoci al nostro ultimo appuntamento. Inizialmente, la giornata dell’11 ottobre appariva proprio un’utopia: riuscire a raccogliere e mettere insieme alcune delle voci più autorevoli del mondo pedagogico–scientifico-culturale.

Ci siamo riusciti infine !

Ha moderato l’incontro, in maniera vivace e stimolante, il Vice Presidente Nazionale Anpe, Luca Lotto.

Ogni intervento è stato prezioso, ognuno nella sua specificità e contestualità.

Ha aperto i lavori il Presidente regionale dell’ANPE Piemonte, D.ssa Luisa Piarulli, che ha illustrato brevemente il progetto al fine di esplicitare il senso delle giornata: dimostrare o meno la tesi, alla quale si è giunti con i precedenti appuntamenti: il Pedagogista è una realtà.

La D.ssa Carla Campini, dell’Assessorato al Sistema Educativo Pari Opportunità Città di Torino, dopo aver portato i saluti dell’Assessore Paola Pozzi, ha spiegato con efficacia il lavoro svolto dal proprio assessorato, lavoro imperniato sulla ricerca della qualità della ricerca pedagogica, che punta sulla forte valenza del concetto di coordinamento, all’interno dei servizi.

Il Prof. Giorgio Chiosso, Ordinario di Storia dell’Educazione Università di Torino, ha risposto ad alcuni stimoli posti sulla riforma universitaria, illustrando i nuovi percorsi di laurea specialistica per diventare Pedagogista. Egli ha sostenuto la necessità della qualità della formazione, che non può e non deve fermarsi alla fase iniziale; di quest’ultima soltanto la responsabilità, sicuramente, spetta all’Università.

Il prof. Sante Bajardi, Presidente Regionale CIPES, ex assessore alla sanità della regione Piemonte, ha sostenuto con chiarezza che parlare di prevenzione significa anche e soprattutto, offrire modelli educativi, che solo un Pedagogista può proporre, modelli utili a progettarsi e a riprogettarsi. Siamo poveri di modelli educativi, e per questo sempre più spesso si tende a patologizzare, piuttosto che a proporre stili di vita corretti.

Il Prof. Riziero Zucchi, Docente a contratto di Pedagogia Generale. Laurea in Scienze infermieristiche- Facoltà di Medicina e Chirurgia, ha dedicato il proprio intervento alla preziosa figura di Mario Tortello, sostenendo l’importanza di creare e promuovere cultura pedagogica, ribadendo con forza il pericolo, tanto ravvisato in precedenti momenti di riflessione, dell’attuale tendenza a medicalizzare ambienti di per sé sani.

Il Prof Martin Dodman, Docente di Educazione comparata - Università di Bolzano, ha presentato un’interessante dissertazione sul concetto di competenza, sottolineandone il carattere di trasversalità, aspetto che riguarda tutto il sapere.

Il Prof.Walter Ferrarotti Coordinatore pedagogico FISM. Provincia Torino e Preside dell’Istituto Flora, ha sostenuto con forza una delle qualità più raffinate del Pedagogista: la creatività, la ricerca a volte utopistica, “della soluzione”. Una soluzione che va ricercata nel rapporto dialogico con l’Altro, nell’azione quotidiana.

Ogni intervento ha avuto carattere di dinamicità, mirato a dimostrare, o meno, come dichiarato all’inizio dei lavori, la tesi: il Pedagogista è una realtà.

Il dibattito che ha fatto seguito, sostenuto da un pubblico di qualità, è stato intenso, attento, carico delle emozioni che ognuno porta con sé; le esperienze personali raccontate brevemente, sono state riferite a volte con un senso di frustrazione che nasce dal mancato riconoscimento di un lavoro squisitamente pedagogico, ma agito sotto “mentite spoglie”, altre volte con soddisfazione e un sorriso , in grado di comunicare un messaggio positivo: “Io ci sono come pedagogista libero professionista! Gli altri mi riconoscono tale!”

La giornata si è conclusa nella soddisfazione generale: un obiettivo che sembrava utopistico, è stato raggiunto: abbiamo parlato insieme ad alcune delle voci più illustri dell’attuale scenario pedagogico- scientifico - culturale; siamo usciti dalla sala provando il piacere di sentire il nostro ruolo professionale sulla pelle, carichi di una rinnovata energia.

Sono stati molti i colleghi che ci hanno ringraziato per questo e che auspicano tanti altri “momenti così”.

Come pedagogisti abbiamo meno storia di altri professionisti di questo settore, è vero, ma la volontà di non voler più lavorare “sotto mentite spoglie”, è forte.

Cultura pedagogica ,formazione, qualità, consapevolezza culturale e quant’altro, sono temi sempre più attuali, che dimostrano come il dibattito pedagogico sia oggi sempre più indispensabile, utile a favorire il sistema integrato dei servizi, raggiungibile attraverso una circolarità di idee, buone prassi, progettualità.

Come ha sostenuto con vigore il Prof. Riziero Zucchi “riprendiamoci la pedagogia!”

Si ringrazia per la concessione del patrocinio

Si ringraziano l’Assessore all’Istruzione della Regione Piemonte, l’Assessore al Sistema Educativo della Città di Torino per il contributo offerto all’iniziativa.

Seguiranno gli Atti.

*Stralcio della presente relazione è stato pubblicato sul notiziario del CIPES –REGIONE PIEMONTE (n. Novembre- Dicembre)

Luisa Piarulli
Presidente regionale ANPE